[CFP] 30 anni di Gioventù cannibale. Forme, generi, editoria e scritture tra i due millenni [Varsavia, 16-17 aprile, 2026]

Rivolto a: docenti, ricercatori e dottorandi

Quando: 16-17 aprile 2026

Dove: Varsavia, Dipartimento di Italianistica

Lingua del convegno: italiano

Durata degli interventi: 20 minuti

Possibili ambiti tematici includono (ma non si limitano a):

  • esordire ieri e oggi: narrativa ed editoria dopo il 1980
  • scritture di genere, gerarchie letterarie e mercato del libro
  • scrivere: scuole di scrittura, editing e ghost writing
  • letteratura, cinema, fumetto e canzone
  • corpi rotti, violati e desideranti
  • narrativa queer tra generi e sessi
  • “pornificazione”
  • la lingua e lo stile dei giovani (ed ex giovani) narratori
  • tra postmodernismo e ritorno alla realtà
  • cannibali giovani e post-secolari
  • spettacolarizzazione della cronaca

Keynote speakers:

  • Stefania Lucamante, Università degli Studi di Cagliari
  • Giulio Mozzi, editor e scrittore
  • Paolo Repetti, direttore generale Einaudi Stile Libero

Comitato scientifico: Marco Zonch, Stefania Lucamante, Hanna Serkowska

Comitato organizzativo: Marco Zonch, Aleksandra Pogońska, Tomasz Skocki, Aneta Wielgosz

Invito a contribuire

La pubblicazione di Gioventù cannibale (1996) è forse stata uno degli eventi editoriali che più hanno segnato il panorama letterario italiano tra i due millenni. L’antologia, infatti, e il più ampio “fenomeno cannibale” che da questa ha preso nome, non hanno solamente dato origine alle polemiche del 1996-1997, a progetti effimeri come quello della rivista La Bestia e, tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, a saggi e bilanci critici; ad antologie presto dimenticate, come Cuore di pulp (1997), Anticorpi (1997) e Città violenta (2000). Al contrario, hanno avuto conseguenze di lungo termine sulle gerarchie della letteratura nazionale, oggi appunto occupate nella loro parte alta da un numero sorprendente di (ex) cannibali. Vale in questo senso l’attenzione che la critica tutt’oggi dedica a scrittori come Aldo Nove, Tiziano Scarpa e Isabella Santacroce (questi ultimi assenti dall’antologia), e conta certo anche il numero di ex cannibali tra i vincitori o i finalisti di uno o l’altro tra i maggiori premi letterari italiani. Un elenco non completo comprende lo Strega a Niccolò Ammaniti (2007) e a Tiziano Scarpa (2009); il Campiello a Simona Vinci (2016), e a Vinci e a Elena Stancanelli più di una finale; il premio Volponi sempre a Vinci (2016) e (per opera prima!) a Luisa Brancaccio (2014); il premio Pagliarani a Nove (2020). Insomma, banalmente e al di là di qualunque giudizio, si può dire che la prima ragione dell’importanza del fenomeno cannibale sia la sua capacità di influire sull’allora futuro della narrativa nazionale. O forse, e non lo si può stabilire qui, quella di anticiparlo, mettendo al centro della scrittura desideri, sessualità femminili e queer (Lucamante, 2001 e 2002).

Ai cannibali sembra però necessario tornare anche per un’altra ragione, ancora una volta storico-letteraria; forse storico-critica, o culturale. A trent’anni di distanza dalla loro prima comparsa antologie, romanzi, polemiche e ricostruzioni sembrano poter venir lette insieme come una sintesi: delle discussioni critiche e delle prese di posizione teoriche e politiche degli anni ’80 e ’90; delle più vistose tendenze letterarie del periodo. Partendo da queste ultime è infatti semplice notare che i giovani cannibali condividono molte caratteristiche con la giovane narrativa del decennio precedente, a partire dalla permeabilità delle opere alle suggestioni del cinema, della musica e del fumetto, per arrivare all’uso di uno “stesso” italiano neo-standard (Arcangeli, 2007; Berisso, 2001). Giovani cannibali e giovani narratori partecipano poi, entrambi, al definirsi di nuove dinamiche editoriali – i cannibali in particolare alla nascita di Stile Libero Einaudi – e all’uscita del settore dalla crisi. Vale inoltre la pena notare, tornando per un attimo all’allora futuro, che sia i cannibali – uno su tutti Nove – sia i giovani degli anni Ottanta – il Pier Vittorio Tondelli di Camere separate (1990) ma anche l’Andrea De Carlo di Durante (2008) – finiranno per dar spazio nelle loro opere a una forma o l’altra di spiritualità post-secolare (Zonch, 2022 e 2023).

I cannibali, però, non assomigliano soltanto ai giovani narratori degli anni Ottanta ma se ne distinguono, perché condividono qualcosa con le mode internazionali dell’horror, del gotico, dello splatter, del pulp e, contemporaneamente, con quei settori della cultura italiana che si sono opposti al diffondersi delle mode del postmoderno. Molti dei cannibali, infatti, passano attraverso i laboratori – RicercaRE – organizzati nei primi anni Novanta da ex-neoavanguardisti come Nanni Balestrini e Renato Barilli. Detto altrimenti, quello dei cannibali è un posizionamento ambiguo, difficile da sciogliere in poche parole, e che sembra trovare il suo correlato in un gusto per la violenza e per la pornografia, per porno- e coprolalia, che riesce a mettere insieme modelli a volte molto distanti: Stephen King, Quentin Tarantino, i cannibal movies di Umberto Lenzi e Ruggero Deodato; La violenza illustrata di Balestrini, il fumetto di Andrea Pazienza, Tanino Liberatore e degli altri di Cannibale e Frigidaire. Non sorprende, dunque, che le reazioni suscitate dalla pubblicazione di Gioventù cannibale siano state opposte, a seconda forse del gruppo di “parentele” che il singolo commentatore ha ritenuto più importante (Zonch, 2024). C’è infatti stato chi ha inteso i cannibali come postmodernismo commerciale, «trascrizioni da pulp fiction» (Ferroni, 1996), e chi li ha invece collocati all’interno della cornice offerta dal Gruppo (‘)93 (Barilli, 2000); chi li ha “usati” come arma da rivolgere contro l’«erbaccia» buonista cresciuta«sotto l’Ulivo» (Serri, 1996). Detto altrimenti, il dibattito sui cannibali in parte replica e sintetizza quelli degli anni precedenti, in cui si è parlato di fine della stagione delle avanguardie, di moderno e postmoderno, facendo contemporaneamente emergere gli attriti tra le diverse idee di letteratura che in quel momento, e forse anche oggi, dividono critica e pubblico di massa.

Ricapitolando, si può dire che a trent’anni dalla sua comparsa il fenomeno cannibale sia diventato un osservatorio privilegiato, da cui in un sol colpo è possibile seguire l’evoluzione del mercato del libro e dei gusti; i complicati rapporti tra critica e cultura di massa, postmodernismo. Inoltre, rivolgendo lo sguardo non al passato ma al futuro dei cannibali, sembra possibile indicare alcuni dei meccanismi che presiedono al definirsi delle contemporanee gerarchie letterarie. È così perché, come detto, l’antologia concorre al successo di autori come Ammaniti, Nove, Scarpa e Santacroce. Conta però forse soprattutto il fatto che insieme, e lo si aggiunge ora, le traiettorie degli ex-cannibali possono venir viste come un modello in scala di quelle possibili, per dirla con Bourdieu, nel campo letterario italiano. Tra loro c’è infatti chi negli anni ha deciso di non scrivere più (Galiazzo), chi è diventato un ghost writer (Curtoni), chi alla letteratura ha preferito il cinema (Caredda), chi ha continuato a scrivere senza troppa fortuna e chi ha tentato la via del self publishing (Massaron). Insomma, dall’osservatorio cannibale oltre che della storia del libro e dei gusti, della giovane narrativa e del postmoderno, è anche possibile tener traccia di tutte quelle declinazioni contemporanee dell’autorialità, spesso nascoste allo sguardo critico.

Tornare a riflettere oggi sui cannibali, come questo convegno si propone di fare, significa allora parlare della recente storia letteraria nazionale e della sua multidimensionalità; di forme, stili e industria. Parlare di cannibali significa però anche interrogarsi sul valore letterario del fenomeno, soppesare i giudizi di allora per provare a capire se la distanza temporale ne richieda la revisione, o non piuttosto la conferma. Molti obbiettivi dunque, diversi e forse non sempre facilmente sovrapponibili, che questo convegno si propone di raggiungere invitando gli interessati all’invio di proposte dedicate al fenomeno nel complesso, al lavoro di singoli cannibali o a specifici temi/problemi, e che in ogni caso provino ad affrontare i rispettivi oggetti in vista dei macroproblemi che il fenomeno cannibale in qualche modo incrocia, evoca e sintetizza.

Bibliografia

  • AA.VV., Narrative Invaders. Sette anni di «Ricercare» 1993-1999, Testo&Immagine, 2000.
  • Arcangeli Massimo, Giovani scrittori, scritture giovani. Ribelli, sognatori, cannibali, bad girls, Carocci, 2007.
  • Barilli Renato, È arrivata la terza ondata. Dalla neo alla neo-neoavanguardia, Testo & Immagine, Torino, 2000.
  • Berisso Marco, Linguistic levels and stylistic solutions in the new Italian Narrative (1991-98), in Lucamante, 2001.
  • Ferroni Giulio, Abbasso i seguaci di «Pulp fiction». Meglio la normalità della trasgressione, «Corriere della Sera», 30 aprile 1996.
  • Lucamante Stefania, Isabella Santacroce, Cadmo, 2002.
  • Lucamante Stefania, New Italian Pulp Fiction. The New Narrative of the Giovani Cannibali writers, Fairleigh Dickinson Univ Press, 2001.
  • Luperini Romano, La fine del postmoderno, Guida, Napoli, 2005.
  • Mozzi Giulio, Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere, Fernandel, 2002.
  • Serri Mirella, «Scrittori buonisti erbaccia sotto l’Ulivo», 4 maggio 1996, La Stampa.
  • Sinibaldi Marino, Pulp. La letteratura nell’era della simultaneità, Donzelli, 1997.
  • Zonch Marco, ॐ una sillaba per mondo scritto e mondo non scritto. La mistica cannibale di Aldo Nove, Bollettino ‘900, 2022, http://www.boll900.it/2022-i/Zonch.html.
  • Zonch Marco, Scritture postsecolari. Verità e spiritualità nella narrativa italiana contemporanea, Franco Cesati Editore, 2023.
  • Zonch Marco, Postmodern(ist) holocaust: primi appunti per una storia delle scritture postsecolari, Bollettino ‘900, 2024, https://boll900.it/2023-i/Zonch.html.

Istruzioni per l’invio delle proposte

Le proposte di relazione – composte da un breve abstract in lingua italiana e inglese (complessivamente non oltre le 500 parole, comprensive di note e indicazioni bibliografiche), da una breve nota bio-bibliografica (di non oltre 150 parole) e dall’indicazione della sezione alla quale si intende partecipare – dovranno essere fatte pervenire in un unico file formato .doc (o equivalenti) al seguente indirizzo di posta elettronica entro e non oltre il 03-11-2025: convegno.cannibali@gmail.com. Sarà data comunicazione della decisione del Comitato Scientifico entro il 30-11-2025. I partecipanti saranno tenuti a versare una quota di 520 PLN / 120 EUR, ridotta a 340 PLN /80 EUR nel caso di dottorandi e studenti. Il tempo previsto per ogni intervento è di 20 minuti.