CFP: Carducci poeta e neolatinista: una prospettiva internazionale (Wrocław)

Per i 130 anni dalla fondazione della Società Dante Alighieri (1889-2019)

II convegno internazionale di culture neolatine

Dipartimento di Studi Classici Mediterranei e Orientali dell’Università di Wroclaw

31 marzo – I aprile 2020


L’Università di Wrocław, la Società Dante Alighieri, l’Università Jagellonica di Cracovia e l’Università di Genova, con l’appoggio della Società Italiana di Filologia Romanza-Scuola, dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia, dell’Istituto di Archeologia e di Etnologia dell’Accademia Polacca delle Scienze, per ricordare Carducci a 130 anni di attività della Società Dante Alighieri da lui co-fondata, invitano ad inviare delle proposte di partecipazione.

Le relazioni ammesse in programma coinvolgeranno studiosi di letteratura italiana, di storia della lingua, filologi romanzi, con una particolare attenzione alle ricadute formative e didattiche intese a incentivare l’insegnamento della lingua italiana all’estero.

Sono previsti percorsi di aggiornamento per insegnanti delle lingue e letterature italiana e romanze. L’attestato di partecipazione è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Lo studio della ‘Filologia Romanza’ deve fare i conti con il carattere e la personalità letteraria e culturale di colui che per primo ha retto per oltre vent’anni all’Università di Bologna, la cattedra di Storia Comparata delle Letterature Neolatine oltre a quella di Letteratura Italiana, Giosuè Carducci, che Benedetto Croce considera l’ultimo ‘omeride’ italiano, l’ultimo grande poeta della storia, ma soprattutto ci troviamo di fronte alla dimensione Europea che acquisì la sua poesia e il suo pensiero, grazie altresì alla fondazione della Società Dante Alighieri 130 anni fa per analizzare lo spirito con cui è stata fondata e trarre un bilancio della sua eredità​. Se la sua produzione lirica è stata ampiamente investigata, meno lo è la sua attività didattica presso l’Università di Bologna.

Il poeta fu attento indagatore dei trovatori e della loro lingua nonché, in accordo con lo spirito dei tempi e dell’impostazione della disciplina, dei miti, delle leggende e delle tradizioni che dal medioevo riverberavano ancora i loro riflessi sulla contemporaneità, anche grazie alla lezione del Romanticismo.

Le relazioni ammesse in programma coinvolgeranno studiosi di letteratura italiana, storia della lingua, filologi romanzi, con una particolare attenzione alle ricadute formative e didattiche intese a incentivare l’insegnamento della lingua italiana all’estero. Sono previsti percorsi di aggiornamento per insegnanti delle lingue e letterature italiana e romanze.

Fra i temi che possono essere oggetto di studio, suggeriamo:

Carducci e Dante

Nel 1904 per l’edizione del suo ultimo lavoro su Dante, Carducci specifica: «da lui cominciai, con lui finisco». Come dimostra l’edizione dantesca conservata in casa Carducci, l’autore ha approfondito lo studio della Commedia, corredandolo di note interessanti che in alcuni casi sono state sviluppate in studi autonomi (Sordello). Il tema della ricezione della Commedia e delle opere dantesche, si sviluppa a partire dagli studi e dalle glosse di Carducci, e dalla sua produzione letteraria ispirata a Dante, in prospettiva diacronica e europea, e in continuità con le celebrazioni dantesche 2019-21 a 700 anni dalla morte del poeta.

Carducci e le letterature medievali

In accordo con un Romanticismo ormai declinante, in ragione della cattedra di ‘Filologia Romanza’ che il poeta ha tenuto per oltre vent’anni, Carducci ha studiato alcuni dei più importanti autori del medioevo romanzo: Jaufré Rudel, Bernart de Ventadorn, Raimbaut de Vaqueiras e della leggenda di Aleramo. Ulteriori approfondimenti possono essere frutto dell’indagine sulle lezioni universitarie di Carducci conservate ancora manoscritte nell’ultima casa del poeta a Bologna, alcune delle quali pubblicate dall’autore sotto forma di articolo. Ricordiamo inoltre la sua lettura di Jaufré Rudel alla Palombella di cui abbiamo la relazione giornalistica tracciata da D’Annunzio.

Carducci e il mondo classico

​La classicità è il filo conduttore della produzione poetica di Carducci, che si distacca sia dall’ultimo romanticismo sia dall’incipiente tendenza simbolista che nel secondo Ottocento caratterizzò la poesia europea: orgoglioso delle sue ascendenze culturali tutte italiane e classiche, rifiutò nettamente i modelli letterari e culturali provenienti d’Oltralpe. Con le Odi barbare Carducci ha affrontato il difficile problema della trasposizione in chiave qualitativa di metri espressi in forma quantitativa. Evidente è altresì la ricezione della tradizione classica nelle scelte tematiche della lirica carducciana, in particolare ne Le fonti del Clitumno.

Carducci tradotto e traduttore

Carducci ha dimostrato un’estrema perizia nella traduzione di testi medievali e provenzali (Jaufré Rudel, Bernart de Ventadorn, Raimbaut de Vaqueiras) e a sua volta è stato oggetto di traduzione in diverse lingue europee.

Carducci anarchico e l’Italia unita

In rapporto al suo tempo, Carducci ha dimostrato una duttilità ‘moderna’: da presupposti anarchici (l’Inno a Satana, il circolo degli Amici pedanti) è arrivato a legittimare l’Unità d’Italia, al tempo frutto estremo di ideali romantici, appoggiando l’istituzione monarchica. Tra i fondatori della Società Dante Alighieri, allo scopo di favorire e promuovere la cultura e la tradizione italiana, laddove pur avendo una popolazione legata ancora i confini della neonata nazione non erano arrivati. Carducci stesso è stato trattato, dopo la morte, come uno dei simboli di movimenti e circoli politicamente e ideologicamente distanti, giustificando il fatto attraverso artifici e scelte retoriche (Jesi).

I contributi dei partecipanti saranno selezionati per la pubblicazione su Collectanea – una collana scientifica dedicata a raccogliere miscellanee di saggi caratterizzati da un’impostazione interdisciplinare, intesi a investigare un tema comune con strumenti  propri ad ambiti scientifici differenti e in parte complementari (letteratura, filosofia, filologia, linguistica, storia, critica d’arte, etc.) al fine di proporre un quadro delle problematiche di volta in volta affrontate improntato alla complessità dialettica. Virtuosa-mente editore. Gli autori riceveranno, altresì, una versione digitale del proprio contributo conforme alle direttive ministeriali vigenti.

Inviare il titolo e una breve introduzione della proposta all’email commedia.wroclaw@gmail.com entro il 31 gennaio 2020

La quota di partecipazione è di 30 Euro / 120 Złoty

Organizzazione:

  • Sonia Maura Barillari (Università degli studi di Genova),
  • Gianluca Olcese (Università di Wrocław),
  • Luca Palmarini (Università Jagellonica di Cracovia)

Luogo: Istituto di Archeologia e Etnografia dell’Accademia Polacca delle Scienze (IAE-PAN)

Sala congressi, ul. Więzienna 6, Wrocław